Aida e Tristan – La Doppia Notte

Teatro Nuovo – giovedì 5 novembre ore 20.45

Artemisdanza

Aida e Tristan, la Doppia Notte

coreografia, regia, scene e costumi Monica Casadei

elaborazione musicale Claudio Scannavini su musiche di Giuseppe Verdi e Richard Wagner

disegno luci Daniele Naldi – fondale virtuale e foto Fabian Albertini – corsetti La Perla, collezione 2013

collaborazione artistica Elena Bertuzzi, Fabrizio Montecchi, Alessandro Taverna

esecuzione musicale dell’Orchestra del Teatro Comunale di Bologna diretta da Felix Krieger – registrazione settembre 2013

si ringraziano ERT- Emilia Romagna Teatro Fondazione e il Teatro Bonci di Cesena per la collaborazione agli allestimenti

con il contributo di Regione Emilia Romagna Assessorato alla Cultura, Provincia di Parma

Aida e Tristano, Verdi e Wagner: un unico atto per una doppia notte. Due drammi, quelli dei protagonisti, opposti e contrapposti eppure congiunti da un destino tanto intimo e profondo, quanto universale: amore e morte. Ne La Doppia Notte gli eroi e le eroine di Tristano e Aida sono muti, senza voce, presenze fantomatiche dai destini inestricabili e immutabili. I personaggi, privati del verbo, si fanno corpi, potenti e vigorosi quanto evanescenti, metafore di tutte le storie d’amore e di morte, strumenti di un viaggio nei misteri più profondi dell’animo umano. Amore fatale, amore irresistibile, amore disperato, amore inafferrabile di giorno ma compiuto nella notte. Notte metafisica e leggendaria di Tristano, notte intima e psicologica di Aida, La Doppia Notte è aria, a volte un soffio leggero altre un vento impetuoso.

E’ armonia ipnotica e appassionata in cui Wagner confluisce in Verdi e Verdi in Wagner. Un connubio reso possibile dal maestro Claudio Scannavini che ha ricamato, fra le partiture originali delle due opere, nessi fatti di aspetti timbrici e contrappunti cromatici, tali da congiungere universi distanti e spesso contrapposti. Ne La Doppia Notte, le foreste secolari di Tristano o i colonnati in pietra di Aida, sono assenti. La staticità è bandita. Siamo piuttosto nel tempestoso mare del primo e nell’inospitale deserto della seconda, luoghi della perdita di riferimenti, degli orizzonti sconfinati. La scena non è dunque luogo delle linearità narrative o delle certezze fisico-geografiche ma delle irrequietezze dell’anima, della smisuratezza dell’amore. Della sua enormità, esagerazione, immensità, vastità. Come la morte. Infinita. Morte che è liberazione, non vile rinuncia ma sublimazione di un’unione cosmica. La lingerie d’ispirazione ottocentesca, dai tessuti evanescenti e preziosi che caratterizza la nuova collezione La Perla, cinge i corpi in scena, in un connubio perfetto con questo immaginario impalpabile, di cieli e nubi che, proiettandosi sul palco, ne rendono evanescenti i confini.

Nell’ambito del progetto Il territorio in scena: le Anime di Artemis, la Compagnia incontra le scuole di danza e di teatro della città ospitante grazie a un laboratorio intensivo (gratuito) con brevi coreografie studiate per le “anime nere”, allievi che diventeranno parte integrante dello spettacolo.


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Data / Ora
Date(s) - 05/11/2015
20:45

Luogo
Fondazione Teatro Nuovo Torino

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