Alcesti (o del suono dell’addio)

Teatro Nuovo – mercoledì 21 ottobre ore 20.45

C.ie Zerogrammi

Alcesti    (o del suono dell’addio)

progetto, regia e coreografie Stefano Mazzotta – creato con e interpretato da Chiara Guglielmi, Chiara Michelini, Stefano Roveda, Tommaso Serratore, Miriam Cinieri, Simone Zambelli, Gabriel Beddoes, Arabella Scalisi, Giuseppe Muscarello, Roberta De Rosa

costumi e progetto scenografico Stefano Mazzotta – scenografia Fulvio Casacci – luci Stefano Mazzotta, Alberta Finocchiaro

distribuzione Emanuele Sciannamea – in collaborazione con Fondazione Nazionale della Danza Aterballetto,

Fondazione Teatro Nuovo Torino, Agorà Coaching Project, LUFTcasacreativa – con il sostegno di Regione Piemonte

 Alcesti. Secondo Movimento è parte del progetto “Suite Alcesti“, una riscrittura dall’Alcesti di Euripide declinata in due capitoli distinti e complementari, uno evoluzione dell’altro. Dalle note del coreografo Stefano Mazzotta: “Alcesti è la narrazione di un saluto straziante e tragico tra due innamorati, topos della letteratura di tutti i tempi e di tutte le latitudini. Tragedia carica di un amore immenso, predilige il lato umano, distinguendosi e allontanandosi da altri addii mitici, tra cui quello di Ettore e Andromaca alle porte Scee, o quelli shakespeariani. E’ il racconto di un addio suggellato dal più sublime dei sacrifici.  Alcesti rivela agli occhi del suo lettore un orizzonte nostalgico e malinconico che ci rammenta, più nella descrizione della sua figura e delle sue azioni che nelle sue stesse parole, i più toccanti addii della letteratura: da Arianna a Creusa, da Werther a Jacopo Ortis a Emma Bovary, a ‘Ntoni nei Malavoglia, a Holderlin, Rimbaud, Kafka, Neruda. Tutto un mondo si allontana, nell’addio, e permane soltanto nel desiderio del viaggiatore. Muore il giorno e sorge la luna. L’addio narrato da Alcesti è il limitare di uno spazio, è la soglia di una partenza per l’ignoto. Nella presenza di Admeto, nel paesaggio delle cose conosciute, già s’insinua l’ombra di un’estrema lontananza: lo spazio infinito che separa, uno spazio non raccontato da Euripide, ma solo evocato, vuoto e colmo di silenzio assordante. Un arco di tempo impossibile da definire in termini di lunghezza, che va dal momento in cui Alcesti decide di lasciare il mondo dei vivi, fino al suo sacrificio. È in quest’arco di tempo che trova fondamento Alcesti, monologo silenzioso, soliloquio sull’essenza del ricordo, sulla profonda verità delle cose moltiplicato in scena da una pluralità di interpreti.  Alcesti scruta nostalgica l’orizzonte lontano alle sue spalle. Il suo corpo suona il Requiem di un altrove perduto e trattiene l’ultimo respiro che la separa da una nuova ignota condizione. (…) Il suo linguaggio è frammentato, ora voce viva ora eco di musiche e suoni di un addio come tanti: il rumore di cappotti indossati per uscire di casa, quello di un bacio leggero dato sulla guancia e infine un “levare” silenzioso dell’anima”. 

Dalla rassegna stampa: La creazione si distingue per potenza comunicativa, pulizia e rigore nell’immagine e intensa portata emotiva. Stefano Mazzotta si conferma una voce autoriale matura (Maddalena Giovannelli, HYSTRIO) – “Il coreografo, gioca con l’estetica e la tecnica di una maniera molto particolare, convince e cattura, proprio perché le sue opere sono colme di misticismo, umanità, libertà” (Giselle Roiz Miranda, GBOpera Magazine) – Per Zerogrammi ripetuti e calorosi gli applausi del Ridotto” (Clelia Stefani, Il Giornale di Vicenza).


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Data / Ora
Date(s) - 21/10/2015
20:45

Luogo
Fondazione Teatro Nuovo Torino

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