BODY – SATT – VA

SALA SOLFERINO

27 NOVEMBRE ore 18 – 28 NOVEMBRE ore 16

BODY SATT VA

colui che porta equilibrio

(Produzione Tocnadanza)
Di e con Ambrose Laudani
Coreografia, danza e video: Ambrose Laudani
Poesie: Giovanni Pascoli, Giovanni Raboni e Mario Luzi;
Voce: Vittorio Gassman (da “Antologia personale di Vittorio Gassman del ‘800 e ‘900”)

Bod(y)SattVa è un progetto che era nella mia testa ormai da tempo. Nonostante sia cresciuto in una famiglia italiana, in casa si è sempre respirata l’aria dell’India un po’ per il profumo della cucina indiana di mia madre un po’ per i racconti dei miti e dei saadhu indiani di cui ci copriva mio padre, immancabilmente ad ogni cena. E’ così che apprendo il vocabolo “Bodhisattva”, si tratta di un termine sanscrito mahayanico (“grande veicolo”, 100 d.C.) che significa: uno il cui essere o la cui essenza (sattva) é la “bodhi” cioè la saggezza. Usato per indicare chiunque abbia raggiunto un punto di equilibrio, di illuminazione (Gesù, Ramana Maharshi, Buddha stesso sono Bodhisattva). Il senso profondo del termine “Saggezza” lo tradurrei oggi giorno nella parola “Equilibrio”, equilibrio nello spirito e nel corpo: da qui il gioco fonetico tra la parola originale Bodhi e Body, corpo. Trovo il punto in questione profondamente legato a uno dei problemi più grandi dei nostri tempi: trovare un equilibrio: tra Paesi in guerra, all’interno della famiglia, e per quanto mi riguarda più direttamente, trovare un giusto equilibrio in me. Nasce così il mio assolo che, lontano dalla danza tradizionale indiana, attraverso un linguaggio contemporaneo cerca di spiegare questo desiderio di raggiungere un equilibrio fisico (metafora di quello spirituale) fino alla speranza di giungere alla sospensione…
La visione del Gange (la grande Mamma Gangha per gli indiani) e di realtà estreme, durante la mia avventura in India a Natale e capodanno 2006/07, mi ha spinto ad intraprendere questo “viaggio” coreografico in maniera concreta:
Raccontare dell’inevitabile capacità dell’uomo di perdersi come un naufrago…
Pure di quella straordinaria forza che ha di ritrovare se stesso…
L’uomo del mio solo parla anche del mio sangue ormai italiano: bolle, si mescola e diviene acqua, acqua della grande Mamma Gangha (Gange)… Mamma… italiana… mamma… indiana, la mia esperienza adottiva, sviscerata senza violenza, con amore…come un dolce ricordo… le mie due mamme: l’Italia, l’India colui che porta equilibrio


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Data / Ora
Date(s) - 27/11/2015 - 28/11/2015
18:00

Luogo
Teatro Alfieri

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