Carmina Burana

Teatro Nuovo – martedì 24 novembre ore 20.45

Spellbound Contemporary Ballet

Carmina Burana

coreografia e set concept Mauro Astolfi – musiche Aleksandar Sasha Karlic, Carl Orff, Antonio Vivaldi

disegno luci Marco Policastro – scene Stefano Mazzola – costumi Sandro Ferrone

con Fabio Cavallo, Maria Cossu,Giovanni La Rocca, Mario Laterza, Giuliana Mele, Claudia Mezzolla,

Cosmo Sancilio, Violeta Wulff Mena, Erika Zilli

I Carmina burana vennero ritrovati, numerosissimi (più di trecento componimenti di vario genere), in un manoscritto dell’abbazia di Benediktbeuren, da cui presero il nome. Vengono fatti risalire per la maggior parte al secolo XIII, quando non era troppo difficile, viaggiando per la Germania e la Sassonia, imbattersi nei goliardi o più propriamente clerici vagantes, letterati girovaghi, cantori del vino, delle donne, del vagabondaggio e del gioco. Poesia burlesca, impudente, sovversiva. Da questo curioso magma di scurrilità plebea e raffinatezza cortigiana Mauro Astolfi trae, in piena libertà,  una coreografia giocata tra ‘larghi’ e ‘sfrenatezze’ che agisce lo spazio quasi a volerlo contestare, divisa essenzialmente in tre momenti che scandiscono un crescendo liberatorio: si passa da una brutale aggressione sotto il cupo rombare della pioggia battente a una parte irriverente e grottesca che allude alle giullarate, per culminare infine nell’incendium cupiditatum, lo scatenamento delle passioni, che avviene nella taberna, luogo di appagamento degli istinti primari…

Due i simboli chiave di questo balletto, calati in un’atmosfera inquietantemente metafisica: un grande armadio, luogo di memorie e “scheletri” ipocritamente celati e una tavola, altare sacrificale della terrena voluptas.

Carmina burana, dunque, come temerario ‘grido’ del dissenziente che si pone di fronte all’‘infrazione’ senza soverchia paura e al tabù con il palese desiderio di infrangerlo sfidando consapevolmente censure e anatemi, giocando a carte scoperte la quotidiana partita contro la morte, recuperando il caos di Pan attraverso l’armonia di Orfeo, accettando la realtà senza spiritualizzarla, magari sconfinando nella ‘trivialità’ e nell’‘osceno’… si vive nell’oggi, riconoscenti a divinità dal volto pagano che non minacciano castighi e non promettono compensi oltre ciò che può dare l’immediata contingenza: non dèi, ma demoni, da cui lasciarsi possedere e invasare, come Eros, il quale, a dire di Platone, “è un demone grande,qualcosa di mezzo tra il dio e il mortale”.


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Data / Ora
Date(s) - 24/11/2015
20:45

Luogo
Fondazione Teatro Nuovo Torino

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