Ersiliadanza De Rerum Natura

Nuova creazione 2015

DE RERUM NATURA

(la natura delle cose)

ideazione, coreografia, regia Laura Corradi – creato con Midori Watanabe, Gianluca Possidente

musiche originali Fabio Basile – disegno luci e allestimento scenico Alberta Finocchiaro

assistente alla coreografia Midori Watanabe – costumi Veronica Nieddu – direttore organizzativo Augusto Radice

fotografa di scena Antonella Anti – produzione Estate Teatrale Veronese

con il sostegno di MiBAC, dipartimento dello spettacolo, Regione del Veneto-Arco

Una riflessione “molto fisica”sulla necessità di ridimensionare il predominio dell’uomo sulla terra, incapace più che mai di tutelare e rispettare la sua casa fatta di erba, cielo , natura e dai suoi abitanti non umani. Se si ripartisse dal prendere coscienza del fatto che all’origine deriviamo tutti dalla stessa materia? Uomini animali prati mari montagne alberi stelle e pianeti tutti… Può cambiare qualcosa il fatto di riflettere sulle parole di filosofi, poeti, scienziati e letterati che hanno affermato fin dall’antichità che “La sostanza all’origine di ogni cosa è unica, predefinita ed eterna”?

Lucrezio, nato nel 96 a.C, enuncia nel suo “De Rerum Natura” il principio fondamentale delle teorie atomiche: ” mai nessuna cosa nasce dal nulla per virtù divina” e nulla si riduce al nulla, solo si trasforma. La vita è composta da un insieme di corpi primi, gli atomi, corporei, indivisibili e indistruttibili, che si muovono in una dimensione infinita, il vuoto, attraversando tutto l’universo. Nascita e morte delle cose e’ aggregamento e disgregamento di parti, perciò esiste una materia fondamentale ed eterna, la quale è costituita da corpi minimi e invisibili che, quando si muore, si disgregano e si disperdono in un universo composto solamente da atomi e vuoto. . L’anima dell’uomo è anch’essa costituita da atomi che, quando il corpo muore, si disperdono nell’universo, per essere riutilizzati dalla natura.

Lucrezio nega ogni sorta di creazione, di provvidenza e di beatitudine originaria e afferma che un dio o degli dei esistono, ma non crearono l’universo, tanto meno si occupano delle azioni degli uomini.

Per quanto riguarda l’indifferenza della Natura per l’uomo, Leopardi si ispira nella composizione dell’operetta morale “dialogo di un Islandese con la Natura” ad un passo simile nel III libro del De rerum natura.

La Natura all’ Islandese : “Immaginavi tu forse che il mondo fosse fatto per causa vostra? Ora sappi che nelle fatture, negli ordini e nelle operazioni mie, trattone pochissime, sempre ebbi ed ho l’intenzione a tutt’altro che alla felicità degli uomini o all’infelicità. Quando io vi offendo in qualunque modo e con qual si sia mezzo, io non me n’avveggo, se non rarissime volte: come, ordinariamente, se io vi diletto o vi benefico, io non lo so; e non ho fatto, come credete voi, quelle tali cose, o non fo quelle tali azioni, per dilettarvi o giovarvi. E finalmente, se anche mi avvenisse di estinguere tutta la vostra specie, io non me ne avvedrei.”

La traduzione di Hermann Diels del De Rerum Natura del 1924 ha un’introduzione di Albert Einstein nella quale si celebra l’atomismo di Lucrezio e se ne esalta l’intuito scientifico anticipatore. Einstein dichiara: tutto è fatto di energia, noi ,le cose che ci circondano, gli animali, la natura. Essa non si può distruggere, però si può variare il suo stato, esprimendo una diversa frequenza.

I fisici del Novecento mostrarono interesse e attenzione per l’atomismo antico, che grazie a una felice intuizione filosofica, sembrava anticipare la rivoluzione rappresentata dalla meccanica quantistica.
Jean Perrin, nel suo celebre trattato sulla struttura dell’atomo del 1920, esordì la propria trattazione prendendo le mosse dall’atomismo antico con le seguenti parole: “Forse venticinque secoli fa, sulle rive del mare divino, dove il canto degli aedi si era appena spento, qualche filosofo insegnava già che la mutevole materia è fatta di granelli indistruttibili in continuo movimento, atomi che il caso e il fato avrebbero raggruppato nel corso dei secoli secondo le forme e i corpi che ci sono familiari.”

La teoria dell’atomismo è frequentata anche dalla letteratura moderna, lo ricorda anche Italo Calvino nelle sue Lezioni Americane quando scrive che “Cyrano è il primo poeta dell’atomismo nelle letterature moderne. In pagine la cui ironia non fa velo a una vera commozione cosmica, Cyrano celebra l’unità di tutte le cose, inanimate o animate, la combinatoria di figure elementari che determina la varietà delle forme viventi, e soprattutto egli rende il senso della precarietà dei processi che le hanno create: cioè quanto poco è mancato perché l’uomo non fosse l’uomo, e la vita la vita, e il mondo un mondo” :”Vi meravigliate come questa materia mescolata alla rinfusa, in balia del caso, può aver costituito un uomo, visto che c’erano tante cose necessarie alla costruzione del suo essere, ma non sapete che cento milioni di volte questa materia, mentre era sul punto di produrre un uomo, si è fermata a formare ora una pietra, ora del piombo, ora del corallo, ora un fiore, ora una cometa, per le troppe o troppo poche figure che occorrevano o non occorrevano per progettare un uomo. Come non fa meraviglia che tra un’infinita quantità di materia che cambia e si muove incessantemente, sia capitato di fare i pochi animali, vegetali, minerali che vediamo, così come non fa meraviglia che su cento colpi di dadi esca una pariglia. E’ pertanto impossibile che da questo lieve movimento non si faccia qualcosa, e questa cosa sarà sempre fonte di stupore per uno sventato che non pensa quanto poco è mancato perché non fosse fatta. (Cyrano de Bergerac)

E come non citare Shakespeare nella Tempesta, quando ricorda che “noi siamo della stessa sostanza di cui son fatti i sogni…..” Oppure quando racconta di Mercuzio che ricorda di aver sognato La Regina Mab, levatrice delle Fate, che appare su una carrozza guidata da un equipaggio d’atomi impalpabili…..

Quando l’ astrofisica Margherita Hack parla della natura del cielo, dell’essenza dei corpi celesti e dei segreti dell’universo, dice che “pianeti, stelle, galassie possono essere spiegati con parole semplici, accostandoli alle cose della vita, perchè sono fatti della nostra stessa sostanza…..

Siamo il risultato dell’evoluzione dell’universo. La materia di cui siamo fatti,

calcio magnesio e silicio che formano il nostro corpo, fanno parte dell’interno di grandi stelle che, arrivate alla fine della loro vita esplodono, provocando reazioni nucleari che a loro volta danno luogo alla formazione di tutti gli elementi che conosciamo: elio, idrogeno, uranio ecc. Nell’esplosione questi elementi vengono sparpagliati nel mezzo interstellare. Arricchiscono le nubi di gas da cui poi si formeranno altre stelle, altri pianeti e altre forme di vita. E’ molto probabile che siamo figli dell’universo, tutti quanti, ogni forma di vita, figli delle stelle”

Una danza che si forma e si trasforma, una ricerca fisica dalle tante possibilità, corpi che cambiano tra materia ed energia, la voce inconfondibile di Margherita Hack che con semplicità racconta le sue stelle...


Sto caricando la mappa ....

Data / Ora
Date(s) - 29/09/2015
21:00

Luogo
Teatro Erba

Categorie